GENZANO:un punto sulla cartina geografica!
Genzano:per niente Lucania,quasi Puglia.
Genzano ricca,opulenta dove tutte le tradizioni sono scomparse in virtù del nuovo e del moderno, dove la cultura
dove la cultura contadina ha lasciato posto ad una società pseudo-operaia.
Era impressionante,infatti, l'ultima processione vista dalla scrivente,dove la categoria degli artigiani,alla quale sarebbe toccato,
secondo la tradizione popolare,il trasporto a spalle della statua il lunedì,era stata completamenta sostituita con il gruppo operaio
dello stabilimento FIAT....gli artigiani,appunto,sono scomparsi e non solo loro!
L'apprendistato in tutte le botteghe non esiste più, quindi fra non molto spariranno i falegnami
gli idraulici,i fabbri ed anche le sarte, le ricamatrici e così via.
Tutti alla FIAT dunque prima parcheggiati in una scuola qualunque,poi tutti a San Nicola di Melfi
dove il miraggio dello stipendio fisso attira la forza-lavoro genzanese come l'ape al fiore.
Non è allegra,la vita a Genzano!Si lavora e contemporaneamente si risparmia, sempre in previsione
di un matrimonio dove si deve "comparire" e quindi....via allo spreco:vestiti,fiori, messe cantate
macchine prese a nolo e chi più ne ha più ne metta!
Non è colta la vita a Genzano!Non c'è un cinema,tanto più un teatro...voglia di andare a cinema
o a teatro inesistente....vacanze sprecate sulle spiagge dell'Adriatico,serate trascorse al bar
dove il consumo dell'alcool è aumentato vertiginosamente.
Ma ci saranno degli svaghi?
IL PASSEGGIO DOMENICALE!Per il corso si cammina scontrandosi quasi,bambini che corrono,giovani
appoggiati al muretto della villa comunale in una tediosa attesa, famiglie in sosta davanti ai tavolini
di un bar aspettando qualcosa da masticare. D'estate regna la seta,d'inverno gli animali da pelliccia
Paesino triste,dunque,Genzano...e come tutti i paesini tristi,al suo fianco ne ha un altro,ancora
più triste, in cui gli abitanti si chiamano con gli stessi nomi:è la Genzano dei morti il cimitero.
Più la Genzano dei vivi diventa ricca,più cresce la voglia di avere un mausoleo con marmi,luci
psichedeliche,aiuole fiorite ed epitaffi su pietra dove tutti,in vita,sono stati buoni e santi.
E'un paese privo d'iniziative?
Poche cose cominciano ad intravedersi in lontananza: la biblioteca,come momento culturale,il
gruppo delle majorettes,il riappropriarsi della strada e della piazza con iniziative(sempre
più frequenti)di natura ecologica,l'esistenza di gruppi,come l'Informagiovani,che tenta di
aggregare la popolazione scolastica con attività ludico-educative.
Non c'è speranza dunque per questo puntino dell'Alto Bradano?
Non vorrei che il lettore debba avere di Genzano una immagine deformata....è possibile il ri-
sveglio di questa cittadina perchè dentro di lei c'è in lei un'altra cittadina intrinseca:
la SCUOLA che germoglia in segreto nella Genzano apatica,formando i suoi abitanti verso il
giusto,verso l'acquisizione di una coscienza multietnica,verso l'abbattimento delle barriere
architettoniche,verso una mentalità imprenditoriale.
Attraverso il valido principio di DARE TUTTO A TUTTI la città intrinseca sarà come una macchiolina
che dilaterà sempre più inglobando tutto il resto,facendo diventare giusti gli ingiusti,scuotendo
ed eliminando l'apatia,informando ed informandosi attraverso la leggerezza dei bit,inculcando
nei suoi cittadini una mentalità critica,sempre aperta e sempre pronta a recepire ogni cambiamento
(sempre che positivo sia!). Con queste speranze è possibile dedurre una immagine della Genzano
futura.
GENGHI ANGELA
Insegnante Scuola elementare Genzano