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Ricordi di Guerra

 

 

Ricordi di guerra

 

Di seguito leggerete la testimonianza di un deportato della II^ guerra mondiale, intervistato da sua nipote, alunna della classe 1^A della scuola media di Genzano.

 

Ricordo della liberazione dai tedeschi "il giorno a pancia vuota e la notte scappare per la pelle poter salvare". Viva la libertà ufficiale. 

Lioi Fortunato 1945

CANZONE DELLA PRIGIONIA

Canzone cantata dai prigionieri di guerra nel lager di Arbait.

Non ti ricordi di quelle brutte sere, sere d'ottobre al quanto nere, quasi ottanta chiusi in un vagone ci hanno portato alla destinazione.

Rit. " Arbait, arbait, ognuno dice a me, che dalla fame non mi reggo in piedi: rape e carote nella zuppa vede.

Arbait, arbait ognuno dice a me.

Quando la sera si rientra al campo sebbene hai fame, tu non mangi niente, e poi l'appello resta ancora da fare se non vuoi di botte ti fan crepare.

Anche la notte passa in un baleno che fra non tanto sentirai dire:

"Austen, austen" ognuno dice a me. Che triste realtà questa vitaccia che non vuol cambiar.

"Austen, austen" ognuno dice a me

Mamma, mamma presto ritornerò, al mio ritorno cesseran le pene e io ti voglio sempre tanto bene.

mamma, mamma regina del mio cuor.

FORTUNATO LIOI

 

 

Ricordo della processione del Corpus Domini nel lager di Arbaiter 

dopo la liberazione dai tedeschi il 30 giugno 1945. 

Lioi Fortunato

 

 

Commento

Non mi sembra vero che sei milioni di persone, come noi, sono morte solo per colpa di un'ideologia portata avanti  da un uomo: Hitler. Sono state uccise atrocemente, nei campi di sterminio. Mio nonno Fortunato, nato il 7 marzo del 1924, fu catturato dai tedeschi l'8 settembre 1943, deportato in Germania e assegnato al campo di concentramento di Armistein, reparto sesto B.

Successivamente fu trasferito nei campi di lavoro di diverse città della Germania, fino al giorno della liberazione da pare degli americani. Fu rimpatriato dalla Germania il 25 agosto 1945 ad opera di un'organizzazione pontificia chiamata "assistenza". Durante il periodo di prigionia ha imparato un conto, insieme altri altri prigionieri.

Quando nonno me l'ha cantato, mi veniva da piangere, solo al pensiero che era stato in uno di quei campi per ben due anni e mezzo, rabbrividivo. La canzone parla dei giorni passati in condizioni disumane nel campo. Sono molto felice che sia tornato sano e salvo da quel campo, anche se provo dispiacere per quelle persone che invece non hanno fatto più ritorno. Però quegli anni hanno segnato in modo indelebile la via di mio nonno Fortunato.

 

Martina Lioi classe 1^A scuola media

 

LETTERA DAL CAMPO DI CONCENTRAMENTO

Questa lettera è stata scritta da Fortunato Lioi dal campo di concentramento in Germania,  a suo fratello in Italia,. Alcune parti sono state censurate con un pennarello nero.

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