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Giacomino abitava in una cittadella
chiamata da tutti “CREPELLA” perché
le sue mura erano piene di crepe. Era
un uomo solo che ogni giorno
camminava per le strade parlando a
vanvera. Le persone, specialmente i
bambini, lo prendevano in giro
appioppandogli nomignoli stupidi e
lanciandogli contro anche sassi.
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Lui si
sentiva sempre più solo e più isolato
dagli altri, tanto che un giorno
decise di andare via da quel paese.
Non cambiò paese, ma si fermò in una
catapecchia abbandonata. Si dedicò
più che altro alla preghiera e il
resto del tempo che gli rimaneva lo
dedicava a passeggiate nei dintorni
riflettendo sempre sulla sua vita.
Passò un anno e gli abitanti ci
Crepella iniziarono a farsi domande
sulla sparizione di Giacomino. Alcuni
pensarono che fosse morto e altri che
si fosse infilzato in una crepa. I
vicini di casa pensarono d’allertare
la polizia, che lo trovò disteso sul
prato addormentato. Loro pensarono
che fosse morto, ma ad un tratto
iniziò a gridare aiuto e a girarsi su
se stesso. I poliziotti cercarono di
calmarlo ma lui, spaventato dal
brutto sogno continuò a gridare.
Allora, lo presero e decisero di
portarlo al manicomio, dove visse il
resto della sua vita. |