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C’ era una volta il Calcio.....

 

AGOSTO 2003 : "un’ondata "di Italo-Argentini invade il nostro paesello…

Ma chi sono ?

18 ragazzi di "caldo" saldo sangue neolatino che risveglieranno l’ "amor proprio" genzanese e ci porteranno su Sky , TG2 , Corriere della Sera , …

Il merito a questi "piccoli Maradona" , così li ha definiti il Corriere delle Sera , di averci fatto ricordare la gloria del nostro calcio , quello del passato , quello vero , puro , giocato dai nostri nonni, quando il "premio partita" era una gassosa !

Così noi bambini della 4^C , fan degli Argentini , e noi bambine , affascinate dalla loro bellezza e dolcezza , abbiamo voluto riportare alla mente questo gioco , sempre esistito del nostro paese e oggi un po’ dimenticato.

Storie e ricordi di un calcio che non c’è più vengono raccontate dalle interviste fatte ai giocatori del tempo , oggi nonni a tempo pieno , (almeno i più fortunati…)

Una vera amarcord nel segno di un pallone che non rotolava sull’erba rasata , ma su un rettangolo di pietra e sabbia : "U ptral" situato dopo l’Istituto Agrario.

Ai giocatori degli anni 1946-1952 abbiamo chiesto :

1. Siete stati i primi giocatori di Genzano ?

Si.

2. A quanti anni giocavi ?

18 anni.

3. Perché giocavi ?

Per divertirmi.

4. Per quanti anni hai giocato ?

Fino ai 23 anni , quindi quattro anni .

5. Come era il campo?

Era fatto di terra e pietre.

6. Esisteva una società ? Ti pagavano ?

Non esisteva nessuna società e quindi niente soldi , giocavamo solo per passione . A quel tempo non pensavamo che un hobby potesse essere retribuito…

7. Come erano gli allenamenti? Chi ti allenava ?

Non esistevano né allenatore , né allenamenti . Quando ci incontravamo sul campo sportivo il giocatore più anziano faceva fare l’allenamento.

8. Chi era il capitano ?

Felice Lettini.

9. Esistevano gli sponsor ?

No.

10. Come erano le divise ?

Portavamo la camicia a maniche corte color beige.

11. Come era fatto il pallone ?

Di cuoio.

12. C’erano i tifosi ?

Si , e partecipavano con entusiasmo maschi e femmine .

13. Come ti è venuta questa passione ?

E’ una passione innata , l’ ho avuta sin da piccolo.

14. Qual è stata la partita più bella ?

Genzano – Venosa.

15. In campo c’era un medico e la rete per fare goal ?

Né uno né l’altro.

16. L’arbitro aveva fischietto e cartellini ?

Aveva solo il fischietto.

Storie di quando l’ambito premio per una sudatissima vittoria era rappresentato da una bibita , in genere una gassosa .

Le fidanzate di allora , le mogli di oggi , raccontano del loro tifo "sfrenato" , degli amori che lì, sbocciavano.

E poi dopo la gara senza doccia ovviamente (di acqua corrente al campo sportivo neanche a parlarne , si suppliva con una tinozza piena del prezioso liquido per lavarsi alla meno peggio…) tutti in piazza o per le vie del paese a festeggiare .

Andando un po’ avanti con gli anni , la media degli spettatori "assiepati" sul prato o su piccole asperità del terreno, era di 2000 a gara per un costo del biglietto di due lire , con circa quattromila di incasso globale.

Ma di premi in denaro neanche l’ombra , i soldi dell’incasso servivano per pagarsi le trasferte fatte su un camion traballante.

Mentre per gli spostamenti più vicini , come Banzi , i giocatori si spostavano a piedi .

Tutto rigorosamente autofinanziato.

I giocatori con l’aiuto di pochissimi compravano magliette e pallone .

Il pallone era di quelli cuciti con stringhe di cuoio "che se in un colpo di testa andavi a colpire il nodo erano dolori.."dice capitan Zunino , oggi settantenne.

Un match seguitissimo fu quello con il Palazzo , avversario per antonomasia , finito 2 a 1 per il Genzano con Lettini , Nozza , D’Adamo , Carcuro , Zunino , Battaglino , Cherubino , Claps , Evangelista , Cardacino , Loguercio e l’arbitro l’avvocato Trusolino.

 

Negli anni ‘50 si entra nell’era delle società , delle organizzazioni sportive.

La prima squadra di Genzano è stata la "Libertas Genzano" , costituita da persone che facevano parte della democrazia cristiana.

I giocatori erano solo genzanesi e questo fino agli anni ’65-’66.

Dopo qualche anno dalla Libertas nacque una nuova squadra "La Riforma" , formata per lo più da persone che avevano ricevuto dei terreni .

La Libertas giocava in eccellenza.

Il 31 luglio 1952 si convoca l’Assemblea Generale Ordinaria delle Società della Lega Regionale Lucana , ha così l’avvio il PRIMO CAMPIONATO DI PROMOZIONE REGIONALE a girone unico.

Entusiasmo , emulazione , vecchie ruggini tra paesi limitrofi e di province diverse hanno caratterizzato lo svolgimento del torneo disputato in un clima di grande sportività e rispetto delle norme regolamentari.

Nel campionato di prima divisione - girone D del 1952- ’53 la Libertas è esclusa perché nella gara "Libertas Genzano - Edera Oberdan" al 30’ del 2° tempo la partita è stata sospesa e data vinta all’Oberdan , perché dopo rottura del pallone il Genzano, più volte sollecitato , non ha provveduto alla sostituzione con il secondo pallone regolamentare , nel termine perentorio posto dall’arbitro.

Nella storia di questa squadra sono rimasti i ricordi di partite importanti : quelle in cui ci furono delle invasioni di campo.

La peggiore fu la Genzano-Potenza .

Il Genzano vinceva due a zero , ma l’arbitro diede tre rigori al Potenza .

Molti pensarono che il Potenza fosse favorito , così picchiarono l’arbitro , e intanto il Genzano fu squalificato e processato .

E impressi nella mente dei giocatori sono sempre goal annullati come quello dell’incontro Genzano-Invicta , raccontato da Pietro Sciota giocatore in quegli anni ,oggi segretario del Liceo Scientifico.

Episodi di "puro istinto" ci sono sempre stati tra i giocatori genzanesi ,seguiti da provvedimenti disciplinari di espulsione , come l’ammonizione con diffida per comportamento irriguardoso nei confronti dell’arbitro e per bestemmie di Patruno Umberto nel 1962/’63.

Nel ‘66/’67 la squalifica per 4 gare a Giovanni Maraula capitano del Genzano per aver minacciato e spintonato l’arbitro costringendolo ad annullare una rete alla squadra avversaria (Lagonegro) ed a chiudere la gara pro-forma .

A Di Bono Antonio e Milano Nicola squalifica per 2 gare per le stesse motivazioni.

Ad un certo punto qualcosa cambia.

Un uomo sconosciuto , elegante nel suo impermeabile e distinto nel suo modo di fare , ad ogni partita osservava i nostri "calciatori" Nessuno sapeva chi fosse .

Era il dottor Lamanna , ex-giocatore di serie superiore , che nel 1960 pensò di creare una squadra : l’ A.S.

Una squadra organizzata , con nuove tecniche di gioco.

I ragazzi si allenavano , di sera , nella palestra della scuola media o nella Chiesa Canonica , dove andavano per correre e per studiare tecniche e tattiche del calcio.

L’ A.S. nel campionato regionale, composto da sedici squadre , conquistò sempre i primi posti .

La vera forza di questa squadra era nell’allenatore , che seppe creare un clima di grande familiarità e di unione tra i giocatori.

Lo stesso dottor Lamanna il 26 aprile 1987 volle rivedere "i suoi figliocci" , così amava definire i suoi giocatori, organizzando un pranzo di ritrovo e diede loro una pergamena dedicata all ‘ Associazione sport Genzano , con su scritto :

« Ai carissimi amici con l’affetto che da oltre venticinque anni tiene salda e cara un’amicizia fraterna che , nata limpida da limpido sport , a loro mi unisce e tutti ci unisce , sempre finora e sempre in futuro. Con Tanta gratitudine. Dott. Mauro Lamanna.»

 

Ciò consentì ad alcuni giocatori del Genzano ( Giovanni Maraula ) la partecipazione nel 1968 al X° Torneo delle Regioni : "Trofeo Zanetti", riservato a giocatori dilettanti .

La manifestazione si tenne a Trieste e vide a confronto , in 30 gare , 18 squadre provenienti da ogni regione italiana.

I giocatori dilettanti che parteciparono a questo Torneo rappresentavano tutta l’Italia : erano stati prescelti nelle selezioni regionali .

Un giornale dell’epoca dice "danno vita ad una competizione interessante e combattuta , tesa all’affermazione della propria Regione e dei valori sportivi che il calcio ancora a livello dilettantistico sa esprimere ".

Quando poi nell’ A.S. arrivò il nuovo allenatore la squadra cominciò a disgregarsi.

I giocatori del posto cominciarono ad andar via per motivi di studio o di lavoro e nuovi giocatori forestieri furono portati nella squadra locale.

Ormai nella squadra il clima non era più sereno , così molti giocatori uscirono dalla A.S. e fondarono la Real verso il 1978/’80.

I primi derby erano molto "strani" il campo traboccava di gente.

La Real grazie al suo "presidente agricoltore " : Giuseppe Mazzoccoli acquistò giocatori forestieri e diventò la più forte.

GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO

DEL 18 APRILE 1983

 

Nel giro di dieci anni , la Real sfiorò i campionati di serie C.

Il paese era piccolo , i costi delle società si facevano insostenibili , così si tentò una fusione delle due squadre ma il tentativo fallì.

Da questo momento le due squadre hanno lasciato il terreno di gioco…!!!

E dopo un periodo di pausa ecco che si ritorna a parlare a gran voce del Genzano calcio , grazie ai giocatori argentini.

Noi genzanesi li abbiamo adottati , coccolati e "fotografati"…

In paese non si parla che di loro , dei loro flirt , dei loro goal , del biondo Ciccotello che ogni volta che fa goal corre sotto gli spalti , si mette sull’attenti , fa il saluto militare e grida "Hasta la victoria siempre".

Ormai a veder giocare la squadra di Genzano arrivano dai paesi vicini , il campo trabocca di gente con 5000 euro d’incasso a partita.

E nelle trasferte si organizzano pullman di tifoserie ,.. insomma un po’ quel calcio di altri tempi pieno di buoni sentimenti e di pura competizione.

Abbiamo regalato loro un po’ di gloria , di coraggio , di amore .

Si sono sentiti forti , e un po’ "divi".

Gli "Argentini" hanno apprezzato molto la nostra disponibilità , il nostro calore , a quanto pare ci ricorderanno anche loro per sempre.

Così ci hanno ringraziato :

"Noi qui ci troviamo molto bene , è come una grande famiglia , abbiamo fatto tante amicizie , il nostro obiettivo calcistico è dare tutto di noi per arrivare a un futuro migliore.

!!! SOMOS TODOS ARGENTINOS !!!

Gracias por sempre querida gente de Genzano !!"

Grazie a loro per aver risvegliato lo spirito calcistico e per averci fatto sentire importanti e fortunati di ospitarli qui.

Ma il calcio pubblicizzato , quello di San Siro , del Delle Alpi com’è?

Oggi il calcio è Zambrotta ,giocatore di successo che pubblicizza le nuove scarpe alate "Nike Air Zoom Total 90 III " che solo tre giocatori indosseranno , è Del Piero testimonial dell’acqua Uliveto Vieri di Cepu… e poi veline , top model , gossip rosa.. e poi "denari", ma proprio tanti , insomma gente dello spettacolo , famosa ricca e un po’ invidiata ..

Ma che succede quando il giocatore , l’uomo non si accontenta più di voler vincere , ma vuole vincere a tutti i costi ?

Per raggiungere traguardi sempre più alti non bastano le forze fisiche normali , diventa necessario tirar fuori energie nuove , che non sono il prodotto dello sforzo e dell’allenamento , ma degli psicofarmaci.

Ecco che tutto viene contaminato , macchiato, lo sport si "ammala" e l’uomo cessa di essere l’uomo della natura e diventa l’uomo della chimica.

Introduce nel suo fisico elementi che stimolano energie , ma nello stesso tempo alterano il suo organismo e possono modificare in modo più o meno profondo il suo equilibrio psicofisico.

Si perde il volto naturale e si mette una maschera che non è più possibile togliere.

Si diventa prigionieri di questo volto e si può cadere in uno sdoppiamento che logora e distrugge.

Con l’uomo si distrugge anche lo sport , che non serve più a sviluppare il fisico , a divertirsi , a scoprire gli altri e se stessi , a incanalare correttamente lo spirito agonistico , ma si propone solo di vincere , perché soltanto vincendo si raggiungono quei traguardi che garantiscono all’atleta , e ancor più a chi lo sponsorizza i risultati economici desiderati.

Intorno allo sport non circolano solo i tifosi , ma si affolla un numero sempre crescente di affaristi , politici , case farmaceutiche , mass media , addirittura criminalità organizzata , che volteggiano come avvoltoi in attesa di spartirsi la preda.

Non di certo si può tornare alla fase romantica dello sport , quando le vittorie erano compensate con la fama e una corona d’alloro , ma basta capire che la vita è più grande e più preziosa delle sue vittorie.

MAGGIO 2004 : il campionato è finito ! gli Argentini sono tornati a casa , l’anno scolastico sta per finire e noi speriamo che questo piccolo documento serva per non dimenticare la storia del calcio genzanese e ci faccia riflettere sullo sport "dopato".

Questi , purtroppo sono solo " ricordi raccontati" , quindi sono pieni di imperfezioni…….

 

Alunni 4^ C

Ins. Sciota Giovanna

 

 

 

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